Se giochi o fai streaming per molte ore, conosci la sensazione: collo rigido a fine sessione, spalle contratte, polsi affaticati. Non è solo una tua impressione, ma va anche ridimensionata: vediamo cosa dicono gli studi e cosa si può fare in concreto.
Cosa dicono gli studi
Una revisione sistematica del 2022 ha raccolto 16 studi su quasi 63.000 giocatori. In 11 studi il tempo di gioco era associato a disturbi muscoloscheletrici; le zone più spesso dolenti erano collo, spalle e schiena. Giocare più di circa 3 ore al giorno sembrava il fattore più legato alla comparsa dei disturbi.
Due precisazioni importanti: gli studi sono osservazionali, quindi mostrano un’associazione e non dimostrano che sia il gaming in sé a causare il dolore; e conta molto il come si gioca, non solo il quanto.
Perché il corpo ne risente
Il gaming intensivo mette insieme tre fattori:
- posture mantenute a lungo, spesso con la testa in avanti, le spalle chiuse e la schiena flessa;
- movimenti piccoli e ripetitivi di mani, polsi e avambracci, su mouse, tastiera o controller;
- poche pause e poco movimento nel resto della giornata.
Nessuna di queste cose è dannosa in sé. Lo diventa la combinazione, ripetuta per ore e per giorni, senza il recupero necessario.
Occhi, collo e mal di testa
L’affaticamento visivo da schermo riguarda, secondo le stime, almeno la metà di chi usa a lungo dispositivi digitali: occhi secchi, visione affaticata, mal di testa. Quando gli occhi faticano, tendiamo ad avvicinarci allo schermo e a irrigidire collo e spalle. Le misure più semplici sono anche le più utili: pause regolari dallo schermo, monitor alla giusta distanza e altezza, e un controllo della vista se non lo fai da tempo.
Polsi e mani
L’uso ripetitivo di mouse e controller può sovraccaricare i tendini di polso e avambraccio. Se compaiono formicolii o intorpidimento alle dita, soprattutto di notte, o perdita di forza nella presa, è il caso di sentire il medico: vanno esclusi problemi come la sindrome del tunnel carpale.
Sonno e movimento
Le sessioni serali lunghe spostano in avanti l’orario del sonno, e un sonno corto rende più sensibili alla fatica e al dolore. Anche per questo i modelli proposti per gli atleti di eSport mettono sullo stesso piano allenamento, attività fisica, ergonomia e sonno: non basta “stare seduti bene”.
Cosa fare in pratica
- Setup: bordo superiore del monitor all’altezza degli occhi, avambracci appoggiati, piedi a terra, sedia che sostenga la zona lombare.
- Pause: brevi e frequenti, ad esempio una ogni ora, per alzarti, muovere collo e spalle e distogliere lo sguardo dallo schermo.
- Movimento: un’attività fisica regolare nel resto della settimana è la migliore prevenzione, più di qualsiasi accessorio.
- Esercizi: mobilità di collo e spalle e rinforzo della muscolatura delle scapole, meglio se impostati su di te.
Quando farsi valutare
Se il dolore dura da settimane, torna a ogni sessione o ti costringe a giocare meno, ha senso una valutazione. In studio partiamo da come giochi e lavori, valutiamo collo, spalle, schiena e arti superiori, e combiniamo il trattamento manuale con esercizi e indicazioni sul setup. Se emerge qualcosa che richiede il medico, te lo diciamo prima di procedere.
Bibliografia
- Tholl C, Bickmann P, Wechsler K, Froböse I, Grieben C. Musculoskeletal disorders in video gamers: a systematic review. BMC Musculoskelet Disord. 2022;23(1):678. doi:10.1186/s12891-022-05614-0
- Sheppard AL, Wolffsohn JS. Digital eye strain: prevalence, measurement and amelioration. BMJ Open Ophthalmol. 2018;3(1):e000146. doi:10.1136/bmjophth-2018-000146
- DiFrancisco-Donoghue J, Balentine J, Schmidt G, Zwibel H. Managing the health of the eSport athlete: an integrated health management model. BMJ Open Sport Exerc Med. 2019;5(1):e000467. doi:10.1136/bmjsem-2018-000467
Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una valutazione individuale. Se hai sintomi, rivolgiti a un professionista sanitario.
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