OSTEOPATIA E MUSICA: COME PUO’ ESSERE UTILE L’OSTEOPATIA?
- mariottiosteopata
- 16 gen 2023
- Tempo di lettura: 3 min

L’osteopatia può essere utile anche per musicisti e cantanti? Esamiamo queste due categorie alla base del mondo della musica singolarmente.
L’osteopatia nei musicisti
Quanto può essere utile l'osteopatia nei musicisti? Per capirlo iniziamo a vedere se i musicisti sono una popolazione soggetta a frequenti disturbi muscolo-scheletrici.
In una recente revisione sistematica sono stati inclusi 21 articoli che prendevano in considerazione 5424 musicisti. La prevalenza puntuale dei disturbi muscoloscheletrici nei musicisti professionisti varia tra il 9 e il 68 %; La prevalenza a 12 mesi varia tra il 41 e il 93 %; e la prevalenza una tantum varia tra il 62 e il 93 %. Dieci studi su 12 mostrano una maggiore prevalenza di disturbi muscoloscheletrici tra le donne. Si dice che gli strumentisti di ottoni abbiano i tassi di prevalenza più bassi di disturbi muscoloscheletrici.
Il collo e le spalle sono le zone anatomiche più colpite, seguiti dalla lombare; i gomiti sono meno colpiti. Sebbene vengano riportate alcune informazioni sull'età, l'alto rischio di bias all'interno e tra questi studi rende impossibile presentare affermazioni affidabili al riguardo.
Considerato quindi che i musici tendono a sviluppare disturbi muscolo-scheletrici è interessante capire quale ruolo può avere il trattamento osteopatico.
Una ricerca sistematica in letteratura ha identificato 5 studi che indagavano l’effetto dell'OMT nei musicisti, inclusi 1 RCT (design cross-over), 3 studi clinici controllati e 1 case report. La validità interna dell'RCT è stata valutata in 6 punti.
È stato riferito che l'OMT ha un impatto positivo sui musicisti in particolare nei violinisti, migliorando la gamma di movimento cervicale. Inoltre si è visto da questa ricerca che può avere degli effetti positivi anche nei cantanti sani migliorando il tempo di fonazione, la qualità della voce e la gamma vocale. Non sono stati osservati eventi avversi, sebbene solo l'RCT crossover abbia riportato in parte una valutazione degli eventi avversi. Passiamo ora a vedere come l’osteopatia può essere utile per i cantanti.
L’osteopatia nei cantanti
Uno dei principali problemi che interessano questa categoria di soggetti è la disfonia, disturbo che interessa le caratteristiche fondamentali della voce. Infatti, in questi casi particolari, si verifica una vibrazione non corretta delle corde vocali e dell’intero apparato fonatorio.
Questa problematica può essere legata a disfunzioni relative alla muscolatura cervicale e tensioni fasciali fra i vari elementi anatomici che caratterizzano i vocalizzi. Uno dei sintomi più comuni della disfonia è proprio l’affaticamento legato al canto. In uno studio che comprendeva 40 insegnanti con malattie croniche dell'organo vocale è stato eseguito un trattamento interdisciplinare applicato, comprendente la terapia osteopatica e vocale.
I risultati sono stati molto promettenti. Infatti il trattamento ha comportato: una diminuzione statisticamente significativa della dolorabilità dei muscoli che sollevano la laringe (legamento cricotiroideo, muscoli sternocleidomastoidei e muscoli costrittori della faringe) e dell'abbassamento del tono (muscoli geniioidei, muscoli costrittori della faringe e sternocleidomastoideo muscoli). Un miglioramento significativo è stato osservato anche nel caso di disfunzione dell'articolazione cricotiroidea esaminata durante glissando e sbadigli, nonché nell'asimmetria dell'apparato tiroideo. Inoltre, la terapia ha comportato una normalizzazione significativamente migliore della posizione della testa e un migliore controllo del baricentro del corpo.
Giungendo alla conclusione che: L'uso della terapia osteopatica aiuta a migliorare significativamente le funzioni delle vie vocali nei pazienti con disfonia occupazionale.
L’osteopata nel suo trattamento è in grado di agire su:
- specifiche tecniche di rilascio fasciale e mobilizzazione dolce delle strutture cervicali anteriori (come la laringe e l’osso ioide).
- disfunzioni posturali che possono creare sovraccarichi a livello cervicale.
- area diaframmatica: che viene utilizzata intensamente durante la performance.
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